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*24 marzo 2006*
Stavo ricominciando a scrivere un diario personale, poi mi sono ricordata dei buoni propositi e ho deciso di fare così per non perdermi nessuno sbalzo di umore... che poi mai vorrei dare l'idea di essere troppo (in)felice; quindi, seguono qui sotto i giorni precedenti ad oggi.

*19 marzo 2006*
Avete le braccina corte eh, brutte bestie da soma; io mi sforzo così tanto a pensare che per l'attrito mi prendono fuoco i capelli e digito con tale intensità da consumarmi lo smalto delle unghie pur di inserire i commenti e voi? Guardate che è gratis, non è che vi chiedo l'offerta insieme con la firma. Anyway...
Il fine settimana non dura mai abbastanza, ma tutto sommato, benchè mi senta ancora un po' bolo alimentare di merlo, non ho le borse sotto agli occhi e sono abbastanza serena da potermi lamentare per non avere un abito da cerimonia pomeridiana (del perchè mi serva, mi cruccerò pubblicamente in altra occasione); a questo proposito sono un po' indecisa tra l'adottare uno stile da svampita fiorita o da sciantosa pseudo-chic (no, comunque mai in lamè). Tanto sento finirò per fare l'educanda a pois. Vorrei sbagliarmi.
A parte ciò, oggi è stata una giornata piena di soddisfazioni. Una, veramente, ma bella grande quindi perchè sminuirla?): insomma, ho cucinato.
Noi giovani figli del Bofrost e di un numero incommensurabile di Salti in Padella, possiamo trovare il nostro riscatto culinario nelle meraviglie della cucina dei miei amatissimi isolani dagli occhi a mandorla. Lo sghiribizzo mi è tornato leggendo il bloggino della Mela e sono tornata all'opera; tutto sommato il bello qual è? che la sostanza e la manodopera sono robetta, è tutta estetica ben studiata che fa apparire un risottino da ospedale come un sublime piatto da Cafè Decò. L'unica cosa che conta è la manualità necessaria per dare forma con grazia. Ho detto niente: quando ho finito avevo riso colloso fin dentro le orecchie e avevo mietuto molteplici vittime in ben 3 confezioni di wurstel ricavandone in tutto solo tre polpetti zoppi. Lasciamo stare le carote perchè dopo aver realizzato che riuscivo a intagliare forme più simili a svastiche che a fiori, ho optato per le semplici rondelle. Nonostante abbia aperto cinue o sei confezioni di vario genere e lasciato metà di tutto dentro di esse, abbia lavorato per due ore e un quarto e insudiciato mezza cucina, quello che ho ottenuto è un piattino di riso con due verdurine e una lingua di frittata. Praticamente tolgo la fame ad un passerotto magro. Però l'estetica del piatto ha le sue pretese. Diciamo che le vorrebbe, le pretese, perchè nel mio caso ne ha diritto a poche...
Però siccome ho deciso che questo è l'anno dello sbandieramento delle vergogne, metto l'immagine del mio figlio piatto. E con questo mia Mela melosa... >_< 'desso se dovemo maritare noialtre do'!
Lo scopo di tutta questa fatica a dire il vero è stato fare un regalo al mio papà; per come è venuto non so se il mio subconscio volesse farsi perdonare o piuttosto vendicarsi per la litigata del giorno prima...
In fondo però io dico che questo è meglio dei precedenti tre esperimenti che mi sono usciti più simili a tumori mollicci che ad onigiri; ma erano i primi della mia vita, li ho amati nonostante la bruttezza e il sapore insapore.


Pandariso e Polpopaveri *_*

*20 marzo 2006*
A mente fredda -ed è una condizione che dura un istante, quindi meglio far presto- due cose mi sgomitano dentro: "questo è quanto" per te che preconfezioni monologhi, io ho ancora veleno da sputare per evitare di marcirmi dentro e ho ancora pensieri regalati che rivoglio indietro; e secondo, la pubblicità mi piace, ma che sia nella categoria giusta, altrimenti il prodotto non ci si rispecchia e scade. Capisci, Cara, che si capisce.
E con ciò, questo blog sembra sempre più quello di un utente di GirlPower. Fondo per fondo, praticamente con sto parametro di qualità ha bucato la litosfera.

*24 marzo 2006*
Recuperata me stessa. Adesso mi tengo tutta in un sacchetto, così spero di poter continuare da qui.
E lasciando i messaggini subliminali da parte (che di questo passo non mi potrò più beare del counter che piano piano sale), torno a guardare le cose che mi succedono davvero.
Oggi giornata di incontro di orientamento. In sostanza uno di quei giorni in cui ti pagano lo stipendio, ma tu non fai altro che lamentarti con gli altri colleghi consolandoti del fatto che siamo tutti nella stessa barca e fingerti partecipe quando la pausa caffè finisce e torna in aula il consulente. Però stavolta è stato un po' diverso. Sarà che la mia vicina di poltroncina non era gran che come interlocutrice, vuoi che la consulente mi stava simpatica, ho fatto per bene tutto quello che mi era richiesto sulla traccia dell'incontro.
Ho disegnato così una "Spirale della Vita" veramente bella, incompleta perchè il tempo era poco e perchè non avevo abbastanza riviste per trovare tutte le foto necessarie al collage... ma bella proprio, era così simile a me che me ne sono innamorata e mi sono dovuta rifiutare di esporla al gruppo. Cosa che hanno fatto tutti meno due. D'altra parte mi chiedo come sia possibile spiegare la molla della propria vita ad un gruppo di estranei. Se avessi dovuto fare un lavoro da esporre, avrei dovuto disegnare una spirale superficiale e insignificante.
Alla Gestione del Personale non sarà servito a niente, ma a me è piaciuto: ci ho impiegato 30 minuti a capire che la spirale non partiva perchè stavo sbagliando il centro. Quando l'ho capito si è sciolta tutta da sola. La spirale è ripiegata nella borsa, mi piacerebbe completarla ma so che la pigrizia opporrà il suo veto categorico. Ad ogni modo, è un bel metodo di analisi, se interessa provate a contattare qualcuno della Coreconsulting, io non ve la spiego: mica mi pagano a me medesima *_*, c'ho scritto gestore family, mica consulente (veramente c'ho scritto cassiera, ma secondo la Gestione del Personale non è vero).




*12 marzo 2006*
Non è che abbia fatto sti grandi progressi con il layout eh... uno pensa che magari se stai con la baracca chiusa 4 mesi un qualcosina di meglio lo combini. E invece no, tracchete, più stitico di prima. Ma questa roba qui si chiama minimal chic, sappilo popolino che nella tua mente cheap stai già pensando "sciatto". Toh, impara da me (ad arrampicarti sugli specchi).
Non ho fatto vacanza, ho fatto clausura e ad essere sinceri continuo ancora... ma questo spazio è compreso nel servizio e non usarlo è uno spreco (no, non lo regalo a nessuno, mangiapaneaufo).
E poi io sono di memoria corta e se non prendo nota dei torti finisce che li perdono troppo in fretta. Torno a piazzarmi qui, bella visibile e molesta, se possibile più frivola e shopaholic di prima.
La vita mi va che è una monnezza, ma il lavoro va che è un piacere e dal momento che occupa almeno 8 ore della mia giornata e che il resto può essere spartito tra sonno e shopping, tutto sommato si potrebbe dire che il problema della mia vita sentimentale diventa marginale... accidenti se considero che qualche ora la spendo davanti all'estratto conto in stato catatonico, tutto sommato il tempo che mi avanza per piangermi addosso è proprio quello che dedico a questo blog. Accipigna.

Insomma, è già tanto che mi sono decisa a dare una ripulita, il sito sarà anche un tantino rachitico, mancano tutte le sezioni, ho tolto le foto (a chi in cuor suo si è appena rallegrato, faccio deflagrare la casa), devo rivedere i links, razionalizzare queste frasettine seminate a buffo per la pagina e ricordarmi come si ripristinano i commenti, ok... ma in fondo questo posto ameno è sempre servito al solo scopo di appagare il mio ego.
Per una che cerca di risalire dal seminterrato, va fin troppo bene.

PS: e devo farmi tornare in mente come si tiene in mano una matita.


*13 marzo 2006 - ore 0:08*

Sono troppo un genio >_< mi sono ricordata! (ok Sara, se ti sbrighi a postare tu il primo facciamo che è come se ci fossi stata *_*;;).



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marzo 2006